Editoriali
COME ABBIAMO FATTO A SOPRAVVIVERE?
Inserito il 22/01/2010

SE ERI UN BAMBINO NEGLI ANNI 1950 - 1960 - 1970

COME HAI FATTO A SOPRAVVIVERE?



Da bambini andavamo in auto che non avevano cinture di sicurezza, né airbag… Viaggiare nella parte posteriore di un furgone aperto era una passeggiata speciale ed ancora ne serbiamo il ricordo emozionante. Le nostre culle ed i nostri lettini erano di colori vivacissimi con vernici a base di piombo.

Non avevamo chiusure di sicurezza per i bambini nelle confezioni dei medicinali, nei bagni, alle porte…

Quando andavamo in bicicletta non portavamo il casco, paraginocchia e guantoni.

Bevevamo l’acqua dal tubo del giardino, invece che dalla bottiglia dell’acqua minerale…

Uscivamo a giocare con l’unico obbligo di rientrare prima del tramonto. Non avevamo telefoni cellulari, cosicché nessuno poteva rintracciarci. IMPENSABILE!!!

La scuola durava fino alla mezza, poi andavamo a casa per il pranzo con tutta la famiglia e tutti seduti insieme (si, anche con il papà).

Ci tagliavamo, ci rompevamo un osso, perdavamo un dente e nessuno faceva denunce per questi incidenti. La colpa non era di nessuno, se non di noi stessi.

Mangiavamo biscotti, pane con olio e sale, pane e burro, si bevevano bibite zuccherate e non avevamo mai problemi di soprappeso, perché stavamo sempre in giro a giocare e si correva e si camminava molto.

Condividevamo una bibita in quattro, bevendo dalla stessa bottiglia e nessuno moriva per questo.

Non avevamo Playstation, Nintendo, XBox, Video-giochi, televisioni via cavo con 99 canali, videoregistratori, dolbysurround, cellulari personali, computer, internet… Avevamo tanti amici...veri!

Uscivamo, montavamo in bicicletta o camminavamo fino a casa dell’amico, suonavamo il campanello o semplicemente entravamo senza bussare e lui era lì e si usciva a giocare.

Si, lì fuori! Nel mondo crudele!!! Senza un guardiano! Come abbiamo fatto?

Facevamo giochi con bastoni e palline da tennis, si formavano delle squadre per giocare una partita; non tutti venivano scelti per giocare e gli scartati, dopo, non andavano dallo psicologo per il trauma.

Alcuni studenti non erano brillanti come altri e quando perdevano un anno lo ripetevano. Nessuno andava dallo psicologo, dallo psicopedagogo, nessuno soffriva di dislessia né di problemi di attenzione né di iperattività; semplicemente prendeva qualche scapaccione e ripeteva l’anno.

Avevamo libertà, fallimenti, successi, responsabilità e imparavamo a gestirli.

La grande domanda allora è questa: “come abbiamo fatto a sopravvivere? - come abbiamo fatto a crescere e diventare grandi?”.



da Franca Malinverni



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