Editoriali
QUALITA' no QUANTITA'
Inserito il 15/06/2010

Tutti ci meravigliamo e ci indigniamo quando ascoltiamo notizie che parlano di disservizi, ma quasi nessuno si ferma un attimo a pensare cosa siamo diventati ed alle origini di tali disservizi. Da anni ormai siamo sempre più di corsa, sempre più senza tempo per le cose fondamentali ed importanti. Oggi è diventato importante il denaro, l’affermazione sociale in un’atmosfera di crisi globale dove si sono pian, piano persi tutti i sani principi e le cose buone e utili. Ci si lamenta che gran parte dei giovani è maleducata, ignorante e senza ideali; certo può essere vero, ma ai giovani chi dice, oggi, cosa è buono e cosa è male? . I genitori solitamente sono pieni di problemi devono necessariamente lavorare entrambi per poter sopravvivere e pagare, a stento, bollette, affitti, mutui, tasse, ecc...ecc… Non c’è tempo per insegnare nulla, così i giovani restano in balia del vuoto, inseguendo a loro volta idoli malsani che vengono propinati da programmi televisivi demenziali, nei quali l’unica cosa che si può apprendere è la deficienza (vedi “Grande Fratello”, Pupe e Secchioni, Isole varie, ecc...ecc…). Ecco il prototipo del perfetto imbecille!!!. Sempre meno sono i giovani che cercano le sane verità, che hanno obbiettivi, iniziativa...sempre più spesso non riescono nemmeno più a socializzare e divertirsi e hanno bisogno di surrogati come alcool e stupefacenti per sentirsi vivi; oppure devono sentirsi più forti di un altro commettendo soprusi a danno di coetanei più deboli. Ed ecco le piaghe che si ingrandiscono di anno in anno, parole come “disadattato”, incompreso, bullismo, tossico...tutte situazioni che invece di diminuire, aumentano. I genitori non hanno più tempo, devono produrre, lavorare...non c’è tempo!!! Si parla ora di pericolo obesità e delle varie conseguenze a livello salute. In funzione del “non c’è tempo”, anche la spesa al supermercato è diventata caotica, sempre più stressante; ci si riempie il carrello di cibi precotti, di roba surgelata di facile preparazione nel microonde, tutti alimenti con grassi e conservanti che a lungo andare sono nocivi per la salute. Le persone che sanno acquistare alimenti sani sono sempre di meno, sempre meno sono le persone in grado di cucinare anche un piatto semplice come una sana pasta al pomodoro...ci và troppo tempo! - Fare il sugo, aspettare che bolla l’acqua, saper dosare sale e aromi...troppo tempo! E’ meglio una busta già pronta in 5 minuti e via! Non tanto tempo fa, le mamme insegnavano ai figli, maschi e femmine, a cucinare in modo da renderli responsabili e capaci, inoltre anche piccole cose come cucirsi un semplice bottone, farsi un orlo alla gonna o al pantalone ed altre cose utili per non trovarsi sprovveduti in età adulta e, man, mano che l’età aumentava, ci si perfezionava sempre più fino a raggiungere una propria autonomia e un senso pratico. In tutti i settori, oggi, c’è bisogno di fare in fretta, ottimizzare costi e tempi freneticamente, tutto a scapito della qualità sia essa materiale, che di vita. Anche servizi ai cittadini di primaria importanza sono ormai, sempre più, scadenti; le selezioni delle persone che devono coprire determinati incarichi sono deludenti e disorganizzate (vedi istruzione, sanità, pubblica sicurezza, ecc...ecc…). Un insegnante era, un tempo, una persona che quasi faceva le veci dei genitori e, anch’esso insegnava, oltre alle materie scolastiche, le buone maniere, l’educazione, il senso del dovere ed anche una parte pratica: era l’interfaccia della famiglia. Adesso nelle scuole, addirittura alle materne, c’è lo psicologo pronto a richiamare i genitori perché magari il figlio è troppo vivace e le insegnanti non sono in grado di gestirlo. Certo, le insegnanti non hanno avuto il giusto insegnamento come possono gestire un lavoro così impegnativo...forse c’è qualcosa di sbagliato all’origine. Un buon ufficiale, militarmente parlando, deve essere stato prima un buon soldato, diversamente non sarà mai in grado di comandare e farsi ascoltare. Esiste una totale mancanza di preparazione; non è concepibile che ragazzi diplomati non sappiano scrivere un discorso con un senso logico o peggio con errori ortografici da prima elementare. Come si può sperare che un domani migliori la qualità della vita se domani dovranno essere questi giovani i nuovi gestori della società?

Forse è il caso di rivedere un po’ le cose, forse anche di fare un passo indietro e fare un “defrag” rimettendo tutto un po’ più in ordine. E’ necessario ritornare a pensare più alla qualità e non alla quantità; è inutile pensare di avere tutto e poi comunque vivere male. E’ forse meglio pensare di avere il giusto, ma vivere un po’ meglio la vita, la società, i sentimenti e ritornare ad essere anche un po’ più scanzonati e sorridere un po’ di più e rivalutare al meglio la famiglia; unico porto sicuro in un mare infestato da pirati.
Rocco Marone

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