Editoriali
LA CIVILTA' DELL'ORRORE
Inserito il 18/10/2010

LA CIVILTA' DELL'ORRORE.

Tanti di noi non sapevano nemmeno dell’esistenza di un paese in Puglia che si chiama Avetrana, oggi tutta l’Italia lo conosce. Nel 2010 dove si parla di scoperte in ogni campo della ricerca, della tecnologia avanzata che è entrata nelle nostre case, rimaniamo scioccati dinnanzi ad un fatto di così tanta brutalità, dove una giovane vita viene spezzata in modo barbaro e vigliacco per ignoranza. In una società che vanta di essere civile e moderna, ecco che succede il “fattaccio”, l’orrore di una vicenda che ha dell’incredibile ed alla quale abbino l’ignoranza degenere delle persone e disapprovo il modo di poi raccontare un simile episodio come fosse una fiction a puntate, con tutti noi, pubblico davanti alla TV, a cercare di scoprire chi è il colpevole, a sputare sentenze, dall’alto della nostra anima pura, costruendo la trama della storia ed aspettando la prossima puntata per vedere se avevamo ragione. Tutti detective, tutti psicologi ed assetati di scoprire quanto altro orrore potrebbe ancora venir fuori, come se quello già appurato non bastasse. E’ morta in modo orribile una ragazzina di 15 anni, poco più di una bambina; morta per l’ignoranza di un popolo che insegue le chimere del denaro, della notorietà ad ogni costo, che non fa nulla per migliorare e che è cieco e svogliato dinnanzi alla vita. Si cresce ormai con un bombardamento demenziale da TV e computer con esempi di vita per i giovani vomitevoli...La società dell’apparire, una “torre di babele” senza ritegno e vergogna, dove anche l’orrore diventa spettacolo, il dolore e lo strazio di altri, cinico piacere da ascoltare. Nessuno parla di quanta ignoranza c’è e di quanta ne produciamo ancora anziché ridurla, nessuno vede o fa finta di non vedere, come il mondo, nonostante un progresso continuo, prende vie sempre più contorte e sbagliate. Mi chiedo se questo è giusto, fare spettacolo, un macabro spettacolo per saziare la civiltà dell’orrore; programmi televisivi che fanno a gara per chi ha più particolari da aggiungere, invitando ospiti, ancora più ignoranti dei registi, a fare da opinionisti, i saggi che sanno tutto, che con fare erudito spiegano il perché ed il per come… Pochi soffrono per una ragazzina morta, è più importante l’audience, lo share, i milioni di persone che stanno seguendo l’orrore, alimentando, giorno dopo giorno, la sovrana ignoranza. R.M.

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